Il pensiero liberale è di destra, ora è buono anche per la sinistra - Giorgio Gaber
Dopo Beppe Grillo, un altro guitto di sinistra, Daniele Luttazzi, ha voluto trasformarsi in opinion leader aprendo un blog. Il comico ha fatto nei giorni scorsi un po’ di sana confusione sul presunto scandalo Rove - Plame, vicenda ingarbugliata ma anche parecchio “pompata” (allo scopo di colpire Bush), tanto che John Tierney del New York Times l’ha definita “Nadagate”. Luttazzi sostiene, tra le altre imprecisioni, che il marito di Valery Plame, Joseph Wilson, fosse nel 2003 ambasciatore USA in Africa, che Bush abbia detto che Saddam comprò uranio dal Niger - quando invece ha solo dichiarato, correttamente, che tentò di acquistarne - e via disinformando. L’articolo provoca un certo scalpore, sennonché, insieme a torme di ammiratori acritici, rinfrancati nella loro avversità alla guerra irakena, interviene Christian Rocca, che di cose americane è un grande conoscitore, e che smonta punto per punto lo zibaldone luttazziano. Diversi altri lettori lasciano scritti critici sulla ricostruzione operata dal comico, che anche Luca Sofri definisce sul suo sito "lacunosa", al che il Nostro risponde facendo letteralmente sparire tutti i commenti non allineati, bannandone gli autori, e portando come prova provata della veridicità di ciò che ha scritto il fatto che Rocca e Sofri lavorino per Ferrara e Rossella. La querelle è invero spassosa, leggere (ciò che è rimasto) per credere. Se una morale se ne può ricavare, è che Luttazzi, comico militante, coprofago per esigenze di scena, presunto martire dell’infame regime berlusconiano, ha indossato i panni dell’agit-prop, nonché – lui sì – del censuratore. Ma non fateglielo mai notare: potrebbe rispondervi, indignato, che siete dei neo-con.
P.S. Oggi Luttazzi si difende affermando di non aver mai censurato nessuno. Sfortunatamente, ci sono diversi modi di conservare ciò che è stato cancellato


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