Dall'altra parte

Il pensiero liberale è di destra, ora è buono anche per la sinistra - Giorgio Gaber

venerdì, 26 gennaio 2007
Ciak, si gira

Bisogna accontentarsi di quel che fa questo governo, dice oggi Emma Bonino al Corriere della Sera, perchè, dopotutto, non è l'esecutivo di Milton Friedman. Ma va'. Forse, però, sarà il governo di Friedrich von Hayek, dal momento che liberalizza. Poi la sveglia suona, e il sogno svanisce. Già, perchè dopo la prima ondata di liberalizzazioni della scorsa estate, era normale aspettarsi qualcosa di importante. Se invece con la seconda ondata, strombazzata per mesi, non si tocca nessun punto nevralgico del mercato non concorrenziale italiano (municipalizzate, energia, ecc.), ma ci si balocca con i parrucchieri e i giornalai, allora si tratta soprattutto di un'operazione mediatica per far dimenticare agli italiani l'incremento delle tasse. E dunque per risalire nei sondaggi, cominciando col ridare fiducia proprio alla base del centrosinistra, in cui serpeggiava lo scoramento. C'è, comunque, un'obiezione fondata cui occorre replicare: sì, quanto il governo Prodi sta facendo nel campo delle liberalizzazioni è più di quanto abbia fatto il governo Berlusconi. Dopodiché, ci pare opportuno attribuire a queste misure il loro giusto (modesto) peso. Anche per intonare un controcanto alla fanfara dei media amici dell'Unione.

AleGa| permalink | commenti (3)


Commenti
#1   29 Gennaio 2007 - 12:09
 
Il post sintetizza benissimo il concetto che ha appena sostenuto il prof. Virga che, giova ribadire, è un tecnico molto preparato e non ha simpatie centrodestrine.

Credo sia doverso diffondere questo suo appunto che smaschera una tecnica che sta consolidandosi: inserire in unico contesto volutamente confusionario, pseudo-liberalizzazioni, semplificazioni, cancellazioni di discipline e rapporti consolidati con inevitabili aumenti della spesa pubblica e/o delle tasse.
Ecco a cosa è servito il vertice di Caserta.

Caro Bersani, capita l'antifona, ti aspettiamo al varco.


pf


Tu vuoi fare l'americano, ma sei nato in Italy .... è questo il ritornello di una famosa canzone di Renato Carosone degli anni ’60, che sottolineava la tendenza degli italiani di scimmiottare gli Stati Uniti, considerati a torto od a ragione la fonte di ogni novità e modernizzazione, che tuttavia si scontra con il comportamento italico usuale (per ascoltare la canzone e comunque per leggere le sue parole, clicca qui).

E’ a questo ritornello che è corso inevitabilmente il mio pensiero quando ho letto la bozza del decreto legge Bersani 2 sulle c.d. liberalizzazioni, in attesa che esso venga pubblicato nella G.U.R.I.

Il Ministro Bersani e, più in generale, l’attuale Governo vogliono fare gli americani, ma sono nati in Italy.

Le liberalizzazioni previste dal decreto legge, come vedremo, sono ben poca cosa (più correttamente si dovrebbe parlare di semplificazioni, riguardanti peraltro settori marginali), mentre più rilevanti sono le abrogazioni (ad es. della riforma Moratti; v. art. 13 del decreto) e le vere e proprie marce indietro (v. l’art. 13 sulla revoca delle concessioni rilasciate alla Tav Spa dall'Ente Ferrovie dello Stato; una revoca che ha anche comportato la modifica dell’art. 21 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dalla L. n. 15/2005, sull’indennizzo previsto nel caso di adozione di atti di revoca).

Ma vediamo di esaminare (sia pure in maniera sintetica) le novità del decreto-legge:

A) i primi 5 articoli del decreto non costituiscono liberalizzazioni o semplificazioni amministrative, ma interventi che stavano per - o comunque avrebbero dovuto - essere adottati dalle Autorità (della concorrenza e del mercato e delle comunicazioni) per garantire i consumatori e comunque la trasparenza del mercato.

Tale è, ad esempio, l’eliminazione del balzello previsto dai gestori di telefonia mobile per la ricarica dei telefonini, nonchè la eliminazione del termine (annuale) di scadenza della validità della ricarica (art. 1 del decreto), la previsione di un bonus nel caso di ritardo ovvero in caso di mancato recapito nella consegna delle lettere raccomandate (art. 2 del decreto), di apposite informazioni sui prezzi dei carburanti e sul traffico lungo la rete autostradale e stradale (art. 3), l'indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi, nei messaggi pubblicitari delle compagnie aeree (art. 4), nonché la necessità di evidenziare nei prodotti alimentari le date di scadenza (art. 5)).

C’è da chiedersi se era necessario emanare addirittura un decreto legge per tali disposizioni, molte delle quali avrebbero potuto benissimo essere introdotte con norme meramente regolamentari o con apposite direttive delle Autorità di vigilanza.

Altrettanto è da dirsi con riferimento agli artt. 7 e 8 del decreto che prevedono rispettivamente misure per la concorrenza e per la tutela del consumatore nei servizi assicurativi (con la previsione in particolare del divieto di prevedere clausole contrattuali di distribuzione esclusiva di polizze relative a tutti i rami danni) e la semplificazione nel procedimento di cancellazione dell'ipoteca nei mutui immobiliari (con la previsione, in particolare, per le banche dell’obbligo di comunicare entro 30 giorni direttamente l'avvenuta estinzione del mutuo alla conservatoria, che provvede d'ufficio alla immediata cancellazione dell'ipoteca).

C) La prima vera semplificazione si trova nell’art. 8 del decreto, il quale prevede, per l’inizio di una impresa, una comunicazione unica, la quale vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al registro delle imprese e ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per l'ottenimento del Codice fiscale e della partita Iva.

La disposizione comporta il superamento della fallimentare esperienza dello sportello unico per le attività produttive. E’ da auspicare che l’esperienza pregressa non si ripeta e che la comunicazione unica prevista dal decreto consenta realmente agli interessati di iniziare senza particolari complicazioni attività economiche produttive.

Se si legge attentamente la norma in questione, tuttavia, ci si accorge che la sua efficacia decorrerà solo dal momento in cui verrà emanato apposito regolamento adottato dal ministro dello Sviluppo economico, di concerto con i ministri per le Riforme e l'innovazione nella Pubblica Amministrazione, dell'economia e finanze e del lavoro e della previdenza sociale. Onde sorge qualche dubbio sulla necessità di inserire questa norma in un decreto legge, il quale dovrebbe contenere norme per le quali è necessaria una immediata operatività. Vero è che il decreto prevede che il regolamento dovrà essere emanato entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, ma l’esperienza passata ci insegna che i termini fissati dal legislatore per la emanazione di disposizioni normative, se meramente ordinatori, non vengono quasi mai rispettati.

D) Le c.d. liberalizzazioni previste dall’art. 9 del decreto (ma in realtà, come chiarito prima, si tratta di mere semplificazioni) riguardano francamente settori marginali (attività di acconciatore e di estetista, attività di pulizia e disinfezione, attività di guida turistica e accompagnatore turistico, attività di autoscuola, apertura di sale cinematografiche), non certo in grado di rivoluzionare il sistema economico italiano nè di impimere a quest'ultimo quella "scossa" che era stata preannunciata.

La previsione invece che “l'iscrizione all'albo dei consulenti del lavoro, che operino in Italia in regime di libera prestazione di servizi, non è richiesta per i soggetti abilitati allo svolgimento delle predette attività dall'ordinamento giuridico comunitario di appartenenza”, contenuta nel penultimo comma dell’articolo 9 del decreto, non costituisce altro che un adempimento derivante dalla normativa comunitaria.

E) L’art. 10 del decreto, riguardante le quote di distribuzione del gas, sembra invece previsto per dare corpo alla pretesa - a seguito dell’accordo tra ENI e Gazprom - di consentire l’ingresso della società russa nel mercato italiano della distribuzione del gas.

F) Dubbi e perplessità suscita poi la previsione - contenuta nell’art. 11 del decreto - di una nullità delle clausole che prevedono il pagamento di penali nel caso di estinzione anticipata dei mutui, dato che tale disposizione incide profondamente sull’autonomia contrattuale.

G) Costituisce non già liberalizzazione e/o semplificazione, ma una vera e prorpia “demolizione”, la previsione dell’art. 12 del decreto, secondo cui “sono revocate (alcune) concessioni rilasciate alla Tav Spa dall'Ente Ferrovie dello Stato”, che si estende anche a tutti i rapporti convenzionali da esse derivanti o collegati stipulati da Tav Spa con i General Contractors.

Tale demolizione comporterà, così come previsto dalla stessa norma, un non indifferente esborso per le casse erariali, dato che la Società Ferrovie dello Stato dovrà provvedere direttamente o tramite società del gruppo all'accertamento e al rimborso, anche in deroga alla normativa vigente ... degli oneri delle attività progettuali e preliminari ai lavori di costruzione oggetto di revoca nei limiti dei soli costi effettivamente sostenuti, adeguatamente documentati.

Al fine di limitare l’entità dell’esborso, l’ultimo comma dell’art. 12 del decreto prevede espressamente che: “All'articolo 21 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241 è aggiunto il seguente comma: «Ove la revoca di un atto amministrativo a efficacia durevole o istantanea di cui al comma 1 del presente articolo incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilità di tale atto con interesse pubblico»”.

Questa norma finisce per ridurre ulteriormente l’entità dell’indennizzo previsto nel caso di revoca degli atti amministrativi dall’art. 21 quinquies cit., limitandolo al solo “danno emergente” (con esclusione quindi del lucro cessante).

H) Altra rilevante demolizione è operata infine dall’ultimo articolo del decreto (art. 14), il quale, sotto la asettica rubrica “Disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnico-professionale e di valorizzazione dell'autonomia scolastica”, prevede l’abrogazione di diverse norme contenute nel decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (c.d. riforma Moratti).

Come risulta da questo pur breve esame, la tanto strombazzata “lenzuolata” del Ministro Bersani contiene ben poche semplificazioni (riguardanti peraltro settori marginali: è significativo in proposito notare che l’abolizione dei limiti di distanza tra distributori di carburante non è contenuta nel decreto legge, ma è stata...
utente anonimo

#2   29 Gennaio 2007 - 13:28
 
...probabilmente inserita nel - molto più rassicurante - disegno di legge varato nello stesso Consiglio dei ministri).

Di contro rilevanti e non del tutto indolori sono le “demolizioni” operate con gli ultimi due articoli del decreto legge (appalti TAV e riforma Moratti).

Mentre scrivo, continua a risuonare in me il ritornello della citata canzone di Carosone (Tu vuoi fare l’americano, ma sei nato in Italy), che tuttavia continua anche con queste parole: stammi a sentire: non c'è niente da fare ... riferendosi al fatto di essere nato in Italy e di avere, fin dai tempi dei Borbone, una innata tendenza a fare ammuina.

Rimane al fondo un interrogativo: occorreva proprio emanare un decreto legge (preceduto da apposite riunioni presso la Reggia di Caserta) per consentire agli acconciatori ed estestisti di iniziare l'attività con semplice d.i.a o per imporre ai produttori di scrivere in grande evidenza la data di scadenza dei prodotti alimentari?

Giovanni Virga, 28.1.2007

utente anonimo

#3   29 Gennaio 2007 - 13:34
 
Letto questo, France', la sensazione è che il tutto sia anche peggio di come me lo fossi figurato...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AleGa

Commenti
 

Proud citizen of


Buone idee da sostenere


Ultimi 10 commenti

utente anonimo in Ancora su Fonzie con...

Contatti

mail to: agarofoli[AT]hotmail.com

Ho messo via

oggi
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005

 Il mio profilo ContattamiAleGa

Varie

  • Powered by Splinder

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Bookcafe - The network journal

SocialDust Blog Aggregator


Visite

Oltre al sottoscritto, c'è parecchia gente che non ha nulla da fare


Creative Commons

Licenza Creative Commons
Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Disclaimer

Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. Si avvisano inoltre gli utenti che qualunque messaggio ritenuto eccessivamente volgare e/o offensivo nei confronti di altri utenti o del tenutario sarà insindacabilmente cancellato.

Anti-PC League

Liberali contro la pena di morte


bloggers for equity

Amnesty International Croce Rossa Italiana
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Medici senza frontiere

Locations of visitors to this page